Microchip e anagrafe


"Mentre aspettavo il traghetto per tornare dalle vacanze in Corsica, ho visto un cane libero e mal messo, avrei voluto portarlo con me in Italia, avrei potuto farlo?"


Per poter trasportare un animale da una nazione ad un’altra, occorre che abbia il microchip identificativo applicato dal veterinario e il passaporto rilasciato dalle autorità competenti (ASL veterinaria).
Il passaporto è valido per l’espatrio solo se la data della vaccinazione antirabbica indicata sul documento è antecedente di 21 giorni la data di partenza fino a un massimo di 12 mesi.
I proprietari, entro 15 giorni dall’adozione, sono obbligati a far applicare ai propri cani il microchip; contemporaneamente questo consente l’inserimento dell’animale nelle liste anagrafiche regionali, abbinandolo ufficialmente ai dati del possessore, tanto quanto un numero di targa.
I veterinari, anche i liberi professionisti , possono facilmente identificare il microchip con l’apposito lettore, e quindi rintracciare lo sventurato padrone che ha perso il cane.

Non è dunque legale adottare un cane trovato senza aver verificato la presenza del microchip: un bambino potrebbe essere alla ricerca del suo cane.

Attenzione: impossessarsi di un animale identificato con il microchip, senza preoccuparsi di restituirlo al proprietario, è un reato perseguibile legalmente tanto quanto il furto.

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