Igiene dentale del cane: perché è importante e come effettuarla

  • Autore: GALGANO MICHELA
  • 05 ott, 2017
cane con la bocca aperta

Lavare i denti del vostro amico a quattro zampe potrebbe sembrare un’operazione superflua.
Niente di più sbagliato: infatti la sua igiene dentale è molto importante, perché evita la proliferazione batterica all’interno del suo cavo orale.

In questo modo si riduce drasticamente il rischio che contragga diversi tipi di patologie, come ad esempio carie, gengiviti, tartaro e placca: basti pensare infatti che circa l’80% dei cani soffre di patologie gengivali o di altri problemi dentali, a partire dai tre anni di età.

Lavare i denti del vostro amico a quattro zampe è dunque un buon modo per proteggere il suo stato di salute generale.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le principali patologie che possono colpire la dentatura dei nostri cani.

Le malattie dentali del cane

Ecco un elenco con le principali malate dentali del cane, descritte brevemente a livello eziologico:

  • Alitosi: i batteri rilasciati dal cibo in decomposizione provocano gengiviti e infezioni del cavo orale, contribuendo all'insorgenza dell'alito cattivo;

  • Gengivite: è un’infiammazione delle gengive causata dai batteri rilasciati dal cibo rimasto tra i denti, che a volte provoca il loro sanguinamento;

  • Placca e tartaro: composta da particelle di cibo e saliva, la placca è una  patina appiccicosa che si forma sui denti. Se non la si elimina definitivamente si trasforma in tartaro, che può coprire l'intero dente, e che può nascondere un'infezione sottostante;

  • Ascesso: un’infezione localizzata attorno alla radice del dente, che crea un gonfiore della mandibola, al cui interno si nasconde in genere della materia purulenta;

  • Parodontite: se tartato e problemi alle gengive non vengono curati si possono trasformare in parodontite, cioè  una forma di gengivite molto grave, che causa la perdita di denti e di tessuto osseo; inoltre può provocare gravi infezioni a fegato, cuore e polmoni.

Come lavare i denti del vostro cane

Per lavare i denti del vostro cane senza provocargli traumi, cominciate quando è ancora cucciolo, ovvero tra le 8 e le 12 settimane di vita; in questo modo si abituerà a farsi maneggiare tranquillamente la bocca. Prima di iniziare a spazzolare i denti è inoltre necessario verificare che quelli da latte siano stati sostituiti: infatti fino a quel momento è meglio soprassedere, mentre con la dentizione definitiva si può procedere tranquillamente all’operazione di pulizia.  

La prima volta che laverete i denti al vostro cane, conviene che abbiate un approccio leggero: si può iniziare con un massaggio delicato delle labbra, per poi passargli un dito su denti e gengive, così da abituarlo a questo tipo di contatto. Dopo che il cane avrà metabolizzato questa prima fase, si può passare all'uso del dentifricio mediante un apposito spazzolino, oppure metterlo su un dito coperto con della garza e strofinare sui denti.

Autore: GALGANO MICHELA 05 ott, 2017

Lavare i denti del vostro amico a quattro zampe potrebbe sembrare un’operazione superflua.
Niente di più sbagliato: infatti la sua igiene dentale è molto importante, perché evita la proliferazione batterica all’interno del suo cavo orale.

In questo modo si riduce drasticamente il rischio che contragga diversi tipi di patologie, come ad esempio carie, gengiviti, tartaro e placca: basti pensare infatti che circa l’80% dei cani soffre di patologie gengivali o di altri problemi dentali, a partire dai tre anni di età.

Lavare i denti del vostro amico a quattro zampe è dunque un buon modo per proteggere il suo stato di salute generale.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le principali patologie che possono colpire la dentatura dei nostri cani.
Autore: GALGANO MICHELA 21 set, 2017

L’otoematoma è una lesione dell'orecchio, molto diffusa tra cani e gatti.
Un problema di natura non grave, nel momento in cui venga affrontato nell’immediato.

Al manifestarsi dei primi sintomi, con la dovuta attenzione e prontezza, potrete evitare ai vostri amici a quattro zampe eventuali complicazioni, come per esempio inestetismi dell'orecchio, ma anche serie e gravi infezioni che possono anche portare alla perdita dell'udito.
Autore: GALGANO MICHELA 08 ago, 2017
Tremori, coda fra le gambe e guaiti sono alcuni degli indicatori più comuni dello stress nei cani. Ridurre i livelli di preoccupazione e paura nel cucciolo domestico è fondamentale per il benessere dell'animale stesso e anche per la sicurezza di tutta la famiglia: per questo il padrone deve prima di tutto imparare a riconoscere i segnali di malessere di Fido, per poi applicare una giusta strategia per rassicurarlo.
Autore: GALGANO MICHELA 04 lug, 2017
Se possedete un cane e abitate vicino a specchi d'acqua dovrete, vostro malgrado, fare i conti con una malattia diffusa e insidiosa come la leishmaniosi. Si tratta di una patologia infettiva provocata dal parassita Leishmania Infantum e trasmessa attraverso la puntura dei flebotomi, meglio conosciuti come pappataci; l'insorgenza della malattia è di conseguenza più frequente nelle zone costiere del Centro e Sud Italia e nel periodo da maggio a ottobre, zone e periodi in cui le piccole zanzare portatrici dell'agente patogeno sono più attive.
Autore: GALGANO MICHELA 27 giu, 2017
Se tutti noi aspettiamo con ansia le ferie d'agosto per poter godere del meritato riposo in spiaggia, i nostri amici animali potrebbero non essere dello stesso avviso. Il fenomeno dell'abbandono dei teneri pelosi, che in un anno coinvolge circa 80.000 gatti e 50.000 mila cani, tende infatti a intensificarsi nel periodo estivo in concomitanza con la partenza delle vacanze dei padroni, che non sanno a chi affidare i cuccioli. Un altro picco di abbandono dei cani si ha inoltre poco dopo l'inizio della stagione venatoria, quando le prestazioni di caccia del cane non soddisfano il padrone, che preferisce disfarsi di Fido.
Autore: GALGANO MICHELA 05 mag, 2017
Alcuni animali, si sa, possono davvero essere considerati i migliori amici dell'uomo. I cani, in particolare, sono comunemente considerati la specie più recettiva agli impulsi umani, come testimoniato dai livelli di addestramento che sono in grado di conseguire. Tuttavia, ciò non significa che gli animali e l'uomo siano uguali: anzi, le differenze che ci distinguono sono parecchie e anche piuttosto rilevanti, com'è facile intuire. A parte le diversità ovvie, tutti coloro che vivono con un animale domestico dovrebbero tenere bene a mente che il metabolismo canino o felino non può essere comparato con quello umano.
Autore: GALGANO MICHELA 14 apr, 2017

Gli animali domestici, specialmente in tenera età, possono essere soggetti al pervenire di malattie anche gravi, in grado di causare la morte inaspettata del cucciolo. Per questo, sempre più frequentemente, si ricorre a una serie di vaccini per prevenire queste spiacevoli situazioni, anche se va detto che alcune somministrazioni sono previste come obbligatorie.

Non sempre però è chiaro quando effettuare la vaccinazione: innanzitutto, è consigliabile vaccinare gli animali adulti? In generale è preferibile munirsi di vaccino quando il cane o il gatto hanno circa otto/nove settimane d'età, prestando poi attenzione agli adeguati richiami, ma ciò non esclude interventi successivi, nel caso in cui per esempio ci si affezioni a un randagio.

Bisogna ovviamente considerare che cane e gatto non necessitano delle stesse vaccinazioni, poiché le malattie che possono contrarre non sono le stesse.Èquindi molto importare sapere come agire a seconda del nostro amico a quattro zampe.
Autore: GALGANO MICHELA 29 mar, 2017

Lo smarrimento degli animali da compagnia è un fenomeno tutt'altro che raro, il più delle volte disatteso dal proprietario di un cane. Fin troppo spesso, infatti, ci fidiamo ciecamente delle capacità del nostro segugio di ripercorrere perfettamente la strada di casa, nonostante le numerose testimonianze dovrebbero ormai convincerci che anche gli animali non sono perfetti, oltre ad essere attratti dalla vita selvaggia.

Cosa si può fare, allora, per evitare situazioni di questo genere? Affiggere dei volantini per tutta la città potrebbe essere un'idea, ma in pochissimi casi ci permetterà di conseguire il nostro obiettivo: riavere Fido con noi. La soluzione moderna è rappresentata (ed è prevista dalla legge italiana ed europea) dall'impiego del microchip.

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